Sono rimasta molto molto sorpresa dal finale. Non avendo mai visto film e sceneggiati, non avevo idea di come potesse finire, avevo una mia idea in mente, ma Hugo è andato oltre la mia immaginazione!
Nonostante l’inizio molto lento e difficoltoso, il romanzo prende il volo nel momento in cui si iniziano a delineare i rapporti tra i personaggi. Tutto ruota attorno all’egoismo e alla superficialità, a dispetto dell’ingenuità e della purezza (di Quasimodo ed Esmeralda). Hugo aggiunge anche superstizione e ignoranza per completare il quadro di un medioevo, ormai agli sgoccioli, gretto e miserabile. Il popolo è dipinto come una massa informe governata dal pettegolezzo e dal sospetto, una sorta di onda che si muove sospinta dalle dicerie e dall’ignoranza. Gli uomini di cultura (Frollo, Gringoire, ma anche i vari funzionari) sono egoisti e superficiali, e non esitano a calpestare tutto e tutti in virtù del proprio tornaconto, qualsiasi esso sia. Gli uomini, nel complesso, fanno una pessima figura. Frollo è indescrivibile, definirlo pazzo equivarrebbe a privarlo di parte delle sue responsabilità. Gringoire è ignavo, scivola da una parte all’altra senza lasciare traccia nel totale disinteresse per il prossimo. Phoebus è un’idiota.
L’unico uomo con un animo nobile è Quasimodo che agli occhi di tutti non è nemmeno un essere umano.
Tra le donne, a parte Esmeralda e l’insaccata, spiccano solo le quattro (o erano tre?) popolane che appunto sono fedelissime allo stereotipo a cui appartengono.
In generale, comunque, i personaggi sono un po’ tutti stereotipati e si comportano tutti in modo abbastanza prevedibile; forse questo è dovuto alla giovane età di Hugo e alla sua mancanza di esperienza riconducibile al periodo in cui scrisse il romanzo.
I difetti di questo romanzo sono i soliti di Hugo: prolissità e lungaggine nelle descrizioni ambientali e nella narrazione di eventi che costituiscono il substrato su cui poggiare la storia. Ci sono dei capitoli in cui ci si trova dinnanzi a un elenco di nomi e di cariche senza che se ne comprenda il reale scopo, oppure a interminabili descrizioni architettoniche che risultano contorte e difficili da seguire.

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