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‘Tra me e me’

Tristemente si avvicina

Giovedì, 6 Marzo, 2008 @ 11:43 am

Sento che non c’è tempo
e allora un po’ più in fretta farò
cercando di non lasciarmi prendere
dalla solita ansia bloccarsi non si può
cerco un nuovo contatto
un po’ più di controllo su quel che sto vivendo
è il presente che mi sfugge dalle mani
ma io non mi sottraggo o almeno ci sto provando.
[Cerco tiempo, 99 Posse]

E ovviamente per quanto io ci provi, non funziona.

I baronetti degli ospedali

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 @ 11:22 am

Mia nonna sta morendo. Ha un cancro.
La sto vivendo male, come se fosse (che poi, è!) una cosa orribile e ingiusta: nel mio mondo ideale le persone, dopo una vita di fatica e sudore, dovrebbero spegnersi beatamente e tranquillamente nel proprio lettino caldo. Per gli altri miei nonni è successo così, ma questa volta no. Capita a tanti, quindi il mio non è un caso eccezionale. Beh, forse lo diventa quando il sospetto che i medici abbiano evitato di curare una persona malata, inizia a delinearsi come una possibilità concreta.
Abbiamo vissuto per 8 mesi o forse più, non tengo più il conto, con l’angoscia che mia nonna potesse morire da un giorno all’altro. Ci avevano detto che un tumore di 14 millimetri era inoperabile perché c’erano troppe metastasi. Ci avevano detto che sarebbe morta in due mesi tra dolori atroci. Noi ci siamo fidati. E non era vero.
Probabilmente sarà successo qualcosa in sala operatoria, tanto che mia nonna ha avuto anche un’emorragia interna dopo l’intervento e sulla cartella clinica non si fa menzione alcuna della presenza di metastasi. Inoltre ci hanno sconsigliato la chiemio perché inutile. Aveva livelli di bilirubina stratosferici (tanto che pare abbia subito qualche danno al cervello, alla memoria, almeno così abbiamo constatato noi e ci è stato confermato dalla dottoressa dell’ANT) e doveva fare un drenaggio, che però potevamo fare solo in un determinato ospedale, con un particolare medico. O almeno questo era quello che ci hanno detto i chirurghi. Questo fantomatico medico l’ha tirata per quasi due mesi, dicendo che non era possibile fare il drenaggio. I chirurghi continuavano a dire che solo lui doveva fare questo interventino.
Alla fine mia madre non ce l’ha fatta più a vedere mia nonna in quello stato quasi da vegetale e con l’aiuto della dottoressa dell’ANT, l’ha fatta ricoverare in una clinica privata e qui le hanno fatto scendere la febbre e poi le hanno fatto il drenaggio senza storie.
A questo punto la sensazione di essere stati presi per il culo dai chirurghi s’è fatta pesante: perché proprio da quel medico preciso quando ce ne erano altri che facevano la stessa cosa? E perché quel medico ha trovato tanti ostacoli, mentre altrove non ne hanno trovato nessuno?
Inoltre in questi 8 mesi, mia nonna non solo non è morta, non solo non ha avuto dolori, ma è persino migliorata (sempre nei limiti di un malato terminale)! La dottoressa non si capacitava del fatto che con una diagnosi del genere mia nonna potesse essere ancora viva e in salute, e ha iniziato ad avere qualche dubbio. Da una TAC è risultato che il tumore è cresciuto, adesso è di 4×3,5 cm, ma non c’è nessuna metastasi. Niente. C’è solo la massa tumorale. Come è possibile che le metastasi che avevano infestato tutto, che avevano colpito i vasi sanguigni (quindi praticamente impossibili da togliere) siano scomparse, mentre il tumore sia cresciuto tanto? Il tumore non è regredito, quindi non è una “guarigione spontanea”, ma le metastasi si sono dissolte. La dottoressa dice che è una cosa praticamente impossibile ed è stata lei a ipotizzare che la prima diagnosi, con l’intervento e tutto il resto, fossero sbagliati e che i chirurghi non si siano impegnati più di tanto (sempre se non abbiano fatto qualche errore in sala operatoria) perché tanto con quei livelli di bilirubina, mia nonna sarebbe dovuta morire a breve.
Ecco, io più penso a questa cosa e più ho voglia di andare a prendere a pugni quei chirurghi, perché anche nell’ipotesi migliore ci hanno detto un sacco di cazzate. E più penso a quante cure si sarebbero potute fare in 8 mesi, quando ancora il tumore era piccolo, e più mi viene voglia non solo di prenderli a pugni, ma proprio di lasciarli esanimi sulla soglia della loro adorata sala operatoria, con il loro adorato camice e i loro atteggiamenti da baronetto del cazzo.
Adesso è in programma una visita con un medico del policlinico per vedere se si può fare ancora qualcosa, anche se io ho forti dubbi.

Dopo tutto questo, come si fa a fidarsi ancora di questa gente?

Comunicazione di servizio

Mercoledì, 16 Gennaio, 2008 @ 11:20 pm

Oggi è il nostro terzo anniversario. Quindi che dire, tanti auguri a noi! :e

10 minuti

Mercoledì, 12 Dicembre, 2007 @ 3:26 pm

In questi miseri 24 anni di vita l’avevo già intuito. In questi giorni avevo iniziato ad averne il sentore. Oggi la certezza: 10 minuti sono pochissimi. Se ti trovi nei panni dell’oratore, poi, sono un’inezia!

Come era prevedibile la mia presentazione ha sforato di qualche minuto, però, porca vacca, come è stato bello! La tensione, la paura, la timidezza… puff! Mi sentivo competente e questo mi ha reso fiduciosa delle mie capacità. E’ una sensazione bellissima. Ero orgogliosa della mia presentazione, anche se era brutta e banale. Ero così sicura di me che mi sono messa a parlare a braccio. Ero così soddisfatta di me che non avevo più timore di fare brutta figura o simile. Wow!

La badante

Lunedì, 19 Novembre, 2007 @ 7:00 pm

Mah… Mi sento un po’… così. Delusa da qualcosa che non so. Abbattuta per tutto quello che vedo intorno. Malinconica. Annoiata…

Non mi va più di stare a sentire certe cazzate che mi vengono propinate a qualsiasi ora da chi crede di essere il portatore del Verbo. Ogni cosa diventa un attacco personale come se l’umiliare l’interlocutore fosse la tappa conclusiva di qualsiasi conversazione. E’ una tecnica sterile e stupida (se non ha un qualche tipo di scopo :p). Alla fine, non posso fare altro che confermare una decisione presa tanto tempo fa: smettere di comunicare con certa gente. Una decisione che consideravo sciocca e infantile, e che avevo deciso di mettere da parte per comportarmi da adulta, ma sinceramente, i cosiddetti adulti mi sembrano più infantili della sottoscritta.
E io mi sono stancata di fare la babysitter ai sessantenni. Inoltre questo sentirsi necessario e indispensabile, in diritto di dire tutto quello che passa per la mente incurante della sensibilità altrui, la presunzione di usare il prossimo come catino in cui vomitare tutta la propria frustrazione, l’assoluta incapacità di capire che le altre persone hanno un altro cervello, un altro pensiero e un altro punto di vista. Insomma, tutto questo mi ha abbondantemente rotto. E ora che ci penso, devo aggiungere all’elenco anche la perenne paranoia, la convinzione che tutto il mondo trami alle tue spalle per screditarti… MA CHE DUE PALLE!!

Io non sono così e non voglio vivere così. Sono ansiosa e complicata, do peso a cose stupide, ho tantissimi difetti, ma non sono così. E sono contenta di non esserlo.

Anche oggi mi sono presa la mia bella dose di insulti immotivati da uno tizio (non uno qualsiasi, purtroppo) che li pronunciava con un tono così trionfante da sembrarne quasi orgoglioso… Contento lui… Io quando offendo qualcuno mi sento male, mi sento la peggiore persona sul pianeta e vorrei non aver mai aperto bocca. Altri, invece, si sentono vittoriosi e soddisfatti. Sono stupida io, ne sono sempre più convinta.