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‘Tra me e me’

Martedì, 22 Luglio, 2008 @ 9:59 am

Ho letto un post su un blog. Uno di quelli che visito tutte le mattine da qualche anno. Era un ringraziamento, un saluto a una persona cara. E mi sono ritrovata a piangere come se quella persona cara fosse la mia, forse perché vorrei aver scritto io una cosa così dolce e affettuosa e piena di gratitudine e di riconoscenza. Invece no, io non riesco a farmene una ragione, non riesco a imporre al mio cervello di non pensare più cose del tipo “Viene anche la nonna?”, “Hai avvisato la nonna?”, “La nonna lo sa?”… Certe volte è come se non fosse mai successo, come sei lei stesse a casa sua e a me bastasse solo alzare il telefono per parlare con lei.

Che fine ha fatto la mia razionalità?

Non basta pensare ad altro, vivere come si è sempre vissuto, ridere, scherzare, litigare: in un piccolo frammento del tuo essere resta lì nascosta, questa sofferenza, questa sensazione di solitudine e poi, quando meno te l’aspetti, irrompe e ti lascia impotente, inerme.

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Martedì, 8 Luglio, 2008 @ 5:10 pm

Alla fine sarebbe successo.
Era una cosa che sapevamo da più di un anno, però… Era solo una questione di giorni ormai, però… E’ una liberazione per lei, però… Ha smesso di soffrire, però…

Però adesso siamo rimasti solo noi quattro ed è come se mi sentissi orfana.

Non mi è ancora chiaro il fatto che non potrò vedere mai più mio nonno anche se sono passati 8 anni (forse meno, forse più…). Non mi è chiaro che non vedrò più mia nonna eppure son passati 3 anni…
Come faccio a convincermi che non vedrò mai più mia nonna se è passato solo un giorno?

Come si fa a vivere senza nonni? Io non ho ancora imparato a farlo.

Il numero è il numero del loculo in cui è stata tumulata mia nonna.
Quando ho visto la foto sul manifesto mortuario mi sono quasi stupita: non ricordavo più che mia nonna avesse avuto, un tempo, quell’aspetto così… sano.

25 anni

Lunedì, 17 Marzo, 2008 @ 11:58 am

Oggi è il mio compleanno.
Non posso dire che sia un bel compleanno perché ce ne sono stati di migliori. Non posso dire che sia un brutto compleanno perché ce ne sono stati di peggiori, ma veramente peggiori. È solo un compleanno che non ho voglia di festeggiare. Non è mai successo prima d’ora, ma oggi, 17 marzo 2008, è solo un giorno come tanti altri. Non mi aspettavo nemmeno di ricevere gli auguri.

La mente è altrove, sommersa dalle ansie e dalle delusioni e non riesce a tornare a galla. Si ride, si scherza, ma poi alla fine si resta sempre da soli e tutto torna a ronzare fastidiosamente e ossessivamente. Sono il peggior nemico di me stessa.

Per essere solo una giornata come tante altre, è veramente una pessima giornata.

Tristemente si avvicina

Giovedì, 6 Marzo, 2008 @ 11:43 am

Sento che non c’è tempo
e allora un po’ più in fretta farò
cercando di non lasciarmi prendere
dalla solita ansia bloccarsi non si può
cerco un nuovo contatto
un po’ più di controllo su quel che sto vivendo
è il presente che mi sfugge dalle mani
ma io non mi sottraggo o almeno ci sto provando.
[Cerco tiempo, 99 Posse]

E ovviamente per quanto io ci provi, non funziona.

I baronetti degli ospedali

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 @ 11:22 am

Mia nonna sta morendo. Ha un cancro.
La sto vivendo male, come se fosse (che poi, è!) una cosa orribile e ingiusta: nel mio mondo ideale le persone, dopo una vita di fatica e sudore, dovrebbero spegnersi beatamente e tranquillamente nel proprio lettino caldo. Per gli altri miei nonni è successo così, ma questa volta no. Capita a tanti, quindi il mio non è un caso eccezionale. Beh, forse lo diventa quando il sospetto che i medici abbiano evitato di curare una persona malata, inizia a delinearsi come una possibilità concreta.
Abbiamo vissuto per 8 mesi o forse più, non tengo più il conto, con l’angoscia che mia nonna potesse morire da un giorno all’altro. Ci avevano detto che un tumore di 14 millimetri era inoperabile perché c’erano troppe metastasi. Ci avevano detto che sarebbe morta in due mesi tra dolori atroci. Noi ci siamo fidati. E non era vero.
Probabilmente sarà successo qualcosa in sala operatoria, tanto che mia nonna ha avuto anche un’emorragia interna dopo l’intervento e sulla cartella clinica non si fa menzione alcuna della presenza di metastasi. Inoltre ci hanno sconsigliato la chiemio perché inutile. Aveva livelli di bilirubina stratosferici (tanto che pare abbia subito qualche danno al cervello, alla memoria, almeno così abbiamo constatato noi e ci è stato confermato dalla dottoressa dell’ANT) e doveva fare un drenaggio, che però potevamo fare solo in un determinato ospedale, con un particolare medico. O almeno questo era quello che ci hanno detto i chirurghi. Questo fantomatico medico l’ha tirata per quasi due mesi, dicendo che non era possibile fare il drenaggio. I chirurghi continuavano a dire che solo lui doveva fare questo interventino.
Alla fine mia madre non ce l’ha fatta più a vedere mia nonna in quello stato quasi da vegetale e con l’aiuto della dottoressa dell’ANT, l’ha fatta ricoverare in una clinica privata e qui le hanno fatto scendere la febbre e poi le hanno fatto il drenaggio senza storie.
A questo punto la sensazione di essere stati presi per il culo dai chirurghi s’è fatta pesante: perché proprio da quel medico preciso quando ce ne erano altri che facevano la stessa cosa? E perché quel medico ha trovato tanti ostacoli, mentre altrove non ne hanno trovato nessuno?
Inoltre in questi 8 mesi, mia nonna non solo non è morta, non solo non ha avuto dolori, ma è persino migliorata (sempre nei limiti di un malato terminale)! La dottoressa non si capacitava del fatto che con una diagnosi del genere mia nonna potesse essere ancora viva e in salute, e ha iniziato ad avere qualche dubbio. Da una TAC è risultato che il tumore è cresciuto, adesso è di 4×3,5 cm, ma non c’è nessuna metastasi. Niente. C’è solo la massa tumorale. Come è possibile che le metastasi che avevano infestato tutto, che avevano colpito i vasi sanguigni (quindi praticamente impossibili da togliere) siano scomparse, mentre il tumore sia cresciuto tanto? Il tumore non è regredito, quindi non è una “guarigione spontanea”, ma le metastasi si sono dissolte. La dottoressa dice che è una cosa praticamente impossibile ed è stata lei a ipotizzare che la prima diagnosi, con l’intervento e tutto il resto, fossero sbagliati e che i chirurghi non si siano impegnati più di tanto (sempre se non abbiano fatto qualche errore in sala operatoria) perché tanto con quei livelli di bilirubina, mia nonna sarebbe dovuta morire a breve.
Ecco, io più penso a questa cosa e più ho voglia di andare a prendere a pugni quei chirurghi, perché anche nell’ipotesi migliore ci hanno detto un sacco di cazzate. E più penso a quante cure si sarebbero potute fare in 8 mesi, quando ancora il tumore era piccolo, e più mi viene voglia non solo di prenderli a pugni, ma proprio di lasciarli esanimi sulla soglia della loro adorata sala operatoria, con il loro adorato camice e i loro atteggiamenti da baronetto del cazzo.
Adesso è in programma una visita con un medico del policlinico per vedere se si può fare ancora qualcosa, anche se io ho forti dubbi.

Dopo tutto questo, come si fa a fidarsi ancora di questa gente?