Certo, un briciolo di ottimismo mi trasformerebbe nell'uomo più felice che vi sia sotto il sole. Come? Quando altri, con quel poco di abilità e di talento che possiedono, vanno in giro sotto i miei occhi a fare i gradassi, appagati nella propria vanità, io dispero delle mie forze, delle mie doti? Buon Dio, tu che mi donasti tutto questo, perché non te ne sei tenuto la metà e non mi hai dato, invece, fiducia in me stesso e capacità di adattarmi?
Werther I dolori del giovane Werther
Sono poche le persone che io amo per davvero e ancora meno quelle delle quali io penso bene. Più conosco il mondo, più ne sono disgustata; e ogni giorno conferma la mia convinzione dell'incoerenza del carattere umano, e della poca fiducia che possiamo riporre in tutto ciò che può apparire merito o intelligenza. Elizabeth Orgoglio e pregiudizio
Morire non è nulla; non vivere è spaventoso. Jean Valjean
I miserabili
Il 4 ottobre è iniziata su BBC One la nuova miniserie tratta dal romanzo Emma di Jane Austen! Oggi ho visto la prima puntata e la trovo davvero molto carina!!!!! *.*
Il trailer non le rende per niente onore, però!
Qualche mese fa ho scoperto che su Subsfactory c’è un’intera sezione dedicata ai telefilm UK e in particolare ai drama della BBC. Fino a quel momento mi ero limitata a cercare le trasposizioni cinematografiche e televisive dei romanzi di Jane Austen doppiate in italiano, ignorando completamente che a qualcuno potesse interessare tradurre i sottotitoli. Ovviamente mi sbagliavo!
E così, partendo da Jane Austen, mi sono pian piano appassionata ai drama inglesi, scoprendo autori e autrici di cui ignoravo l’esistenza, per non parlare di attori e attrici meno appariscenti dei colleghi americani, ma molto molto affascinanti.
Tra i titoli BBC tratti dai romanzi della Austen, il mio preferito è senza ombra di dubbio Pride & Prejudice del 1995, con Colin Firth che interpreta meravigliosamente Mr. Darcy. Al secondo e terzo posto della mia classifica di gradimento ci sono Persuasion del 1996 e Emma del 1996. Nel 2008 la BBC ha trasmesso una nuova versione di Sense & Sensibility che a me è piaciuta tantissimo, nonostante detesti il romanzo e il film precedente di Ang Lee.
Per dovere di cronaca, anche ITV ha prodotto dei film tratti dai romanzi di Jane Austen, ma a me è piaciuto solo Northanger Abbey.
Jane Austen a parte, la BBC ha prodotto davvero un mare di film e miniserie in costume, purtroppo, però, i sottotitoli sono disponibili solo per pochi titoli, anche se mi è parso di capire che il team di Subsfactory ha intenzione di tradurre i sottititoli dei film più recenti, un po’ per volta.
Ultimamente ho visto la miniserie Cranford, Wuthering Heights, la miniserie Jane Eyre, The Ruby in the Smoke, The Shadow In The North, The Tenant Of Wildfell Hall, la miniserie Wives and Daughters e la miniserie North & South. Sono tutti titoli tratti da romanzi, dei quali ho letto solo Cime Tempestose, quindi il mio gradimento ed entusiasmo si basa solo sulla versione televisiva. I miei preferiti sono North & South e Jane Eyre, seguiti da Cranford e Wives and Daughters. I primi due, in particolare, li trovo assolutamente splendidi.
Durante la visione avevo la mia tipica espressione idiota con gli occhi a cuoricino e ogni volta che qualche personaggio partiva o moriva mi scioglievo in litri e litri di lacrime; più volte mi sono resa conto di parlare con qualche personaggio (di solito il protagonista maschile) attraverso il monitor, incitandolo a fare o dire cose che puntualmente non faceva o diceva, causando fraintendimenti, struggimenti ed equivoci di varia natura (tipico no?).
Ecco la proposta di matrimonio di Mr. Thornton e il conseguente rifiuto di Miss Hale (aaaaaaaaargh!!! >_<) in North & South.
Ho comprato questo libro domenica 13 (aprile) con la convinzione di leggere una storia melensa e pesantuccia: un classico polpettone sentimentale. Mai pensiero fu più sbagliato!
Conoscevo già la storia a grandi linee avendo visto il film con Keira Knightley, ma dato che di solito registi e sceneggiatori si prendono parecchie libertà quando lavorano a un film tratto da un libro, mi aspettavo qualcosa di abbastanza diverso. E in effetti è diverso. In positivo.
La trama non ha niente di originale o affascinante: è solo una storia d’amore. Eppure il libro l’ho trovato splendido. La tecnica narrativa della Austen mi ha tenuto incollata al romanzo per ore intere, senza annoiarmi mai e anzi con il desiderio di andare sempre oltre. Pur conoscendo l’epilogo della storia, ero curiosa di vedere come ci si sarebbe arrivati e dopo aver letto l’ultima pagina ho iniziato a chiedermi “E poi? E poi?” tanto mi ero affezionata a Elizabeth, Jane, Bingley e Darcy. Avrei tanto voluto che la Austen avesse scritto un altro romanzo su Lizzy e Darcy. Ora dovrò sopperire con la mia fantasia a questa mancanza.
Dopo le prime pagine, ero già profondamente convinta che Mr Darcy sarebbe entrato nella schiera dei miei amori letterari e infatti ora è lì, a far compagnia a Lord Henry, Don Salina, Adriano e altri.
Darcy ha tutte le caratteristiche per piacermi: è orgoglioso e conscio della sua posizione, ma questo non gli impedisce a un certo punto di mettersi in discussione. Dimostra di essere mentalmente aperto e moderno, in un’epoca in cui l’opinione comune determinava e limitava le scelte delle persone.
Già dall’incipit non si può fare a meno di notare la profonda ironia con cui vengono raccontati gli usi, i pensieri, i modi e le consuetudini dell’epoca. In particolare Mr Bennet è autore di una serie di osservazioni pungenti atte a mostrare la frivolezza e la sciocca ritualità di alcuni comportamenti. Le donne vengono dipinte come un insieme di creature sciocche e vanitose, interessate solo ad accalappiare un uomo per sistemarsi. Le eccezioni sono rare e sono incarnate dalle due eroine, Elizabeth e Jane. Gli uomini non se la passano meglio rappresentati dal petulante mr Collins e dal truffaldino mr Wickman, e anche mr Bennet che a prima vista parrebbe un uomo fuori dagli schemi, pecca di indolenza ed eccessiva indulgenza.
In generale, la società descritta è composta da individui interessati a mostrare i proprio titoli e le proprie ricchezze, anche quando queste ultime non sono presenti. E si può facilmente notare come le cose non siano cambiate di una virgola nonostante siano passati due secoli, anno più, anno meno.