Colei che scrive


In teoria questa pagina è inutile perché questo è un blog personale e quindi tutto quello che c’è da sapere su di me è contenuto nei post. Basta leggere.

In breve, mi chiamo Cinzia e sono una ragazza con un pessimo carattere che tenta da anni di fare qualcosa di utile in quel bel posto che è il dipartimento di informatica, presso l’Università degli studi di Bari.
Il nick clostraw deriva da clockwork strawberry, una personalizzazione del ben più noto A clockwork orange, famoso romanzo del grandissimo A. Burgess.
No, non sono una teppista criminale come Alex&Co. Anzi ho la tendenza ad essere piuttosto bacchettona e noiosa, come potrebbe esserlo una nonna quasi centenaria nata nei primi anni del 1900… come la mia nonna paterna se fosse ancora viva, in pratica.

Mi piace leggere nel più assoluto silenzio e solitudine perché di solito non leggo per passare il tempo, ma perché adoro identificarmi con i personaggi, immaginarli, parlare con loro, etc. Probabilmente ho qualcosa che non va, ma chi se ne frega.
Le altre cose che mi piace fare nel più assoluto silenzio e solitudine sono guardare film, risolvere puzzle e osservare il cielo (con o senza telescopio). Non ci sono cose che mi piace fare nel frastuono e nella confusione, quindi, sì, molto probabilmente sono noiosa.

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Un commento per “Colei che scrive”

  1. testaparlante Says:

    ho come l’impressione che tu ed io facciamo parte di un club molto sfortunato… per il momento siamo in quattro (casi da me conosciuti), credo… probabilmente si tratta di una patologia misconosciuta… per caso senti dolore fisico ai timpani a causa di clacson e fischi di freni di treni (mi autocomplimento per la cacofonia)?
    immagino anche che tu sia oggetto di frizzi e lazzi da parte di persone “normotimpaniche” (il controllo ortografia mi sta bacchettando): pensa che, siccome suono, vengo regolarmente preso in giro da alcuni colleghi in quanto ritengono che non sarei in grado di eseguire una performance rockettara di quelle serie… certo ci sarebbe un amico bassista che stava diventando sordo a causa del china (con pronuncia inglese) del batterista lì vicino, ma che importa: l’importante è sfottere!
    più che noiosi probabilmente siamo… “uditosensibili” :-)

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