Mai, dopo un viaggio all’estero, mi era pesato così tanto tornare in Italia. Italia poi, sarebbe meglio dire sud Italia perchè è ancora più deprimente pensare di dover tornare nel regno del casino, dell’inciviltà e della sporcizia. Non me ne vogliano i meridionali che non si riconoscono in questa descrizione, ma io, invece, in queste parole riconosco perfettamente quello che ho intorno.
In ogni caso, per me e Andrea è stato veramente un tuffo nella civiltà. E questa civiltà ce la siamo goduta tantissimo. Questa volta abbiamo fatto i turisti, ma abbiamo già in programma di tornare a Londra per più tempo e di goderci un po’ di modus vivendi inglese che, abbiamo scoperto, ci piace davvero tanto. L’unica pecca, se proprio devo trovarne una, è stato l’orario di chiusura dei locali, in particolare dei pub. Noi siamo abituati ad uscire tardi, anche dopo le 23, mentre i locali intorno al nostro albergo (ed erano tantissimi), a Earl’s Court, chiudevano massimo verso mezzanotte! E le cucine addirittura prima, verso le 22-22.30, anche di sabato! La prima sera, infatti, siamo andati a prendere da mangiare da Burger King perchè nei locali si poteva solo bere e ancora per poco, mentre noi dopo una giornata di fatica, avevamo bisogno di cibo sostanzioso e, soprattutto, solido!
Un menzione particolare va al nostro albergo. Era magnifico!!!!! Camera pulitissima, non grande, ma comunque funzionale. Avevamo anche un forno a microonde, un boiler per il tè/caffè, piatti di varie dimensioni, bicchieri, tazze, ciotole e posate. Una sera, tornando in albergo, eravamo così stanchi che abbiamo deciso di prendere da Marks&Spencer le monoporzioni da preparare nel microoonde per mangiare in camera. Buona idea, ma pessima realizzazione!
Ho tradotto male, fidandomi della mia memoria, il nome scritto su una confenzione e alla fine ci siamo ritrovati con l’aver comprato del fegato, che io non mangio assolutamente, nemmeno sotto tortura. XD Risultato: saltino veloce da KFC a comprare il pollo fritto!
Nonostante abbia mangiato veramente di merda, non perchè quello che mangiavo faceva schifo, ma perchè era agli antipodi rispetto alla mia dieta salutista, ho preso solo 300 grammi! *.* E quindi sono ancora in corsa verso la taglia 44!
In generale intorno al nostro albero c’era tutto, casa di Freddie Mercury compresa. Ogni volta che abbiamo avuto bisogno di qualcosa abbiamo trovato il negozio adatto in un raggio di 100 mt e la gente è sempre stata molto cordiale e gentile, anche quando non capivano Andrea che si esprimeva in una nuova lingua di sua invenzione che lui è convinto sia inglese.
Con orgoglio, invece, io posso dire di essere stata sempre capita, nonostante l’accento più barese che british!
Il mio inglese, quindi, non fa poi così schifo come pensavo e la visione dei drama BBC mi ha allenato alla comprensione dell’inglese parlato.
A proposito dei drama BBC, ho trovato in offerta North & South e Pride & Prejudice, che ho ovviamente comprato… Avrei comprato tutto il reparto drama a dire il vero!!!! Ma Andrea era così petulante, essattamente come lo sono io quando lui si fa prendere dallo shopping compulsivo… ![]()
Inoltre, posso dire che a Londra ho visto le scarpe più belle della mia vita! Se i prezzi non fossero stati assurdamente alti e improponibili, sarebbe stato necessario comprare un’altra valigia per portare in Italia tutto quello che avrei potuto comprare, ma ahimè, non sono ancora miliardaria, quindi tutte quelle cose meravigliose sono rimaste su suolo inglese.

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25 agosto, 2009 at 5:20 pm
Ahhh le scarpe: com’erano com’era?
Scherzi a parte ho notato anch’io ch guardare i film in lingua originale ha migliorato molto il mio vocabolario e la mia comprensione e forse anche l’accento!