Ho letto un post su un blog. Uno di quelli che visito tutte le mattine da qualche anno. Era un ringraziamento, un saluto a una persona cara. E mi sono ritrovata a piangere come se quella persona cara fosse la mia, forse perché vorrei aver scritto io una cosa così dolce e affettuosa e piena di gratitudine e di riconoscenza. Invece no, io non riesco a farmene una ragione, non riesco a imporre al mio cervello di non pensare più cose del tipo “Viene anche la nonna?”, “Hai avvisato la nonna?”, “La nonna lo sa?”… Certe volte è come se non fosse mai successo, come sei lei stesse a casa sua e a me bastasse solo alzare il telefono per parlare con lei.
Che fine ha fatto la mia razionalità?
Non basta pensare ad altro, vivere come si è sempre vissuto, ridere, scherzare, litigare: in un piccolo frammento del tuo essere resta lì nascosta, questa sofferenza, questa sensazione di solitudine e poi, quando meno te l’aspetti, irrompe e ti lascia impotente, inerme.


