Archivio Febbraio, 2008

Il primo amore (= Mulder) non si scorda mai

Martedì, 26 Febbraio, 2008 @ 1:31 pm

Non mi ricordo se ho già scritto un post a riguardo, ma adesso sono esaltatissima e non mi va di controllare!
In breve, l’anno scorso, a dicembre, sono iniziate le riprese per il secondo film di X-Files. Notizia sconvolgente per la sottoscritta che da allora è in fremente e ossessiva attesa.
L’uscita del film, in Italia, è prevista per il 25 luglio 2008: per quel giorno potrei anche decidere di rispolverare la mia maglietta origggginale X-Files. *__* Insieme ai poster, ai gadget, alle riviste, etc etc…

Lo stato di esaltazione attuale deriva dalla visione del trailer ufficiale, pubblicato qualche giorno fa su X-Files Italian Fansite. Il delirio è, ormai, parte di me.
Per quanto il film possa fare schifo, per me sarà sempre bellissimo! *.*

I baronetti degli ospedali

Venerdì, 22 Febbraio, 2008 @ 11:22 am

Mia nonna sta morendo. Ha un cancro.
La sto vivendo male, come se fosse (che poi, è!) una cosa orribile e ingiusta: nel mio mondo ideale le persone, dopo una vita di fatica e sudore, dovrebbero spegnersi beatamente e tranquillamente nel proprio lettino caldo. Per gli altri miei nonni è successo così, ma questa volta no. Capita a tanti, quindi il mio non è un caso eccezionale. Beh, forse lo diventa quando il sospetto che i medici abbiano evitato di curare una persona malata, inizia a delinearsi come una possibilità concreta.
Abbiamo vissuto per 8 mesi o forse più, non tengo più il conto, con l’angoscia che mia nonna potesse morire da un giorno all’altro. Ci avevano detto che un tumore di 14 millimetri era inoperabile perché c’erano troppe metastasi. Ci avevano detto che sarebbe morta in due mesi tra dolori atroci. Noi ci siamo fidati. E non era vero.
Probabilmente sarà successo qualcosa in sala operatoria, tanto che mia nonna ha avuto anche un’emorragia interna dopo l’intervento e sulla cartella clinica non si fa menzione alcuna della presenza di metastasi. Inoltre ci hanno sconsigliato la chiemio perché inutile. Aveva livelli di bilirubina stratosferici (tanto che pare abbia subito qualche danno al cervello, alla memoria, almeno così abbiamo constatato noi e ci è stato confermato dalla dottoressa dell’ANT) e doveva fare un drenaggio, che però potevamo fare solo in un determinato ospedale, con un particolare medico. O almeno questo era quello che ci hanno detto i chirurghi. Questo fantomatico medico l’ha tirata per quasi due mesi, dicendo che non era possibile fare il drenaggio. I chirurghi continuavano a dire che solo lui doveva fare questo interventino.
Alla fine mia madre non ce l’ha fatta più a vedere mia nonna in quello stato quasi da vegetale e con l’aiuto della dottoressa dell’ANT, l’ha fatta ricoverare in una clinica privata e qui le hanno fatto scendere la febbre e poi le hanno fatto il drenaggio senza storie.
A questo punto la sensazione di essere stati presi per il culo dai chirurghi s’è fatta pesante: perché proprio da quel medico preciso quando ce ne erano altri che facevano la stessa cosa? E perché quel medico ha trovato tanti ostacoli, mentre altrove non ne hanno trovato nessuno?
Inoltre in questi 8 mesi, mia nonna non solo non è morta, non solo non ha avuto dolori, ma è persino migliorata (sempre nei limiti di un malato terminale)! La dottoressa non si capacitava del fatto che con una diagnosi del genere mia nonna potesse essere ancora viva e in salute, e ha iniziato ad avere qualche dubbio. Da una TAC è risultato che il tumore è cresciuto, adesso è di 4×3,5 cm, ma non c’è nessuna metastasi. Niente. C’è solo la massa tumorale. Come è possibile che le metastasi che avevano infestato tutto, che avevano colpito i vasi sanguigni (quindi praticamente impossibili da togliere) siano scomparse, mentre il tumore sia cresciuto tanto? Il tumore non è regredito, quindi non è una “guarigione spontanea”, ma le metastasi si sono dissolte. La dottoressa dice che è una cosa praticamente impossibile ed è stata lei a ipotizzare che la prima diagnosi, con l’intervento e tutto il resto, fossero sbagliati e che i chirurghi non si siano impegnati più di tanto (sempre se non abbiano fatto qualche errore in sala operatoria) perché tanto con quei livelli di bilirubina, mia nonna sarebbe dovuta morire a breve.
Ecco, io più penso a questa cosa e più ho voglia di andare a prendere a pugni quei chirurghi, perché anche nell’ipotesi migliore ci hanno detto un sacco di cazzate. E più penso a quante cure si sarebbero potute fare in 8 mesi, quando ancora il tumore era piccolo, e più mi viene voglia non solo di prenderli a pugni, ma proprio di lasciarli esanimi sulla soglia della loro adorata sala operatoria, con il loro adorato camice e i loro atteggiamenti da baronetto del cazzo.
Adesso è in programma una visita con un medico del policlinico per vedere se si può fare ancora qualcosa, anche se io ho forti dubbi.

Dopo tutto questo, come si fa a fidarsi ancora di questa gente?

I dolori del giovane Werther

Giovedì, 7 Febbraio, 2008 @ 5:24 pm

Titolo: I dolori del giovane Werther
Autore: J. W. Goethe
Casa editrice: Feltrinelli

Ieri notte ho letto le ultime pagine de I dolori del giovane Werther. La conclusione, pur essendo stranota, mi ha lasciato un po’ perplessa. Mi è sembrato come se Werther stesse solo cercando una scusa per commettere il suicidio e, quindi, come se la passione per Lotte fosse solo uno dei tanti pretesti possibili. In altre parole, Werther era a conoscenza della condizione di Lotte e dell’esistenza di un fidanzato ben prima di incontrarla, ed è come se egli abbia deliberatamente scelto di amarla seguendo un qualche tipo di istinto autolesionista che l’avrebbe condotto nel baratro. Il suo è un amore ossessivo e usurante, come quello raccontato nei canti di Ossian citati nel romanzo. Werther pur non ricevendo alcun tipo di incoraggiamento da Lotte, fomenta i suoi sentimenti e si ostina a desiderare qualcosa che non potrà mai ottenere e nel momento in cui diventa invadente, si manifesta la conseguenza più ovvia: l’allontanamento. E a me è sembrato che Werther non stesse aspettando altro, come se stesse provocando Lotte in modo da ottenere la reazione sperata e quindi, la giustificazione perfetta per i suoi intenti suicidi. Alla fine, la visione della realtà di Werther era completamente distorta, completamente finalizzata al suicidio, descritto da quest’ultimo come un atto eroico, necessario per il suo bene e per quello dell’amata.
Se devo essere sincera, in questo caso, il suicidio mi sembra solo un gesto infantile, una fuga dalle responsabilità dei propri gesti.

In generale, non sono riuscita a identificarmi con Werther. Non comprendo quel tipo di amore, nè la sua invadenza nei confronti di Lotte e Albert. Tutte le volte che il mio amore non è stato corrisposto, io mi sono limitata ad osservare da lontano, ad ammirare e fantasticare, a soffrire silenziosamente convinta di non dover, mai e poi mai, interferire con la vita dell’altra persona. Ma mi è stato rinfacciato spesso di essere troppo razionale da questo punto di vista, quindi non credo di essere un buon termine di paragone.
Mi sono sentita vicina al protagonista solo nei momenti di stizza verso l’arroganza e la vanagloria della mediocrità. Chi mi conosce sa che mi scontro spesso con la tendenza di certe persone a dipingersi meglio di quanto non siano, ad attribuirsi meriti inesistenti, a mettere in mostra le proprie misere conoscenze facendosi passare per premi Nobel. E onestamente, non riesco proprio a capire perché si debba sempre cercare di sembrare migliori, senza poi sforzarsi di esserlo veramente.
In definitiva, oggi come ieri, quello che conta non è essere e sapere, ma solo far vedere di essere e di sapere.

Cinzia Stobbart Return

Venerdì, 1 Febbraio, 2008 @ 9:21 am

Questa volta nessun sogno. La mia attività investigativa, frutto di anni di allenamento videoludico, ha dato i suoi frutti anche nella vita reale! :folle: E in tipico stile punta e clicca investigativo, ho osservato gli indizi, fatto deduzioni ed elaborato una teoria… che molto probabilmente è quella giusta. :asd:

Non nego di essermi un tantino divertita, anche perché la situazione era assurda e paradossale per me, disperata e tragica per altri. :asd:

Mia sorella, ieri, mi ha salutato con un “Ciao Taricone!”. Taricone non è il tipo del Grande Fratello, ovviamente, ma un famoso investigatore privato di Bari. :folle:

Andrea mi ha passato un link troppo kawaii. E’ un doll-maker per la creazione di avatar. ^^ Eccomi qui con un bellissimo abito settecentesco.

Prima o poi farò anche la versione Lady Oscar :asd: